Mobilità dolce, il viaggio lento nel paesaggio italiano

 

Negli ultimi anni anche in Italia c’è stata un’autentica e crescente diffusione ed attenzione alla
mobilità dolce. Sono aumentati quelli che camminano, pedalano in bicicletta e preferiscono le
ferrovie turistiche per muoversi nel paesaggio e nella natura italiana. Accanto a ciò cresce l’esigenza
di un uso più razionale e intenso delle ferrovie minori come alternativa al trasporto su gomma e
l’intermodalità con i diversi mezzi di trasporto, con l’obiettivo di frenare il consumo di territorio,
ridurre le emissioni inquinanti e i gas serra, aumentare l’accessibilità, la coesione sociale, la salute e
il benessere. La cultura della mobilità dolce è impostata sulla condivisione dello spazio pubblico,
sulla convivenza, integrazione e il rispetto tra i diversi utenti della strada e ha come effetto la tutela
dell’ambiente e del territorio e la valorizzazione del paesaggio.

Si sta affermando l’idea che il viaggio sia un’esperienza da vivere; non solo uno spostamento per
arrivare a destinazione, ma un modo di godersi il tempo libero, la bellezza dei piccoli borghi, il buon
cibo a chilometro zero, per incontrare la vitalità delle comunità locali, per apprezzare il silenzio e
l’aria pulita, per curare il proprio corpo e il proprio benessere, per dare valore al tempo.
La rete sul territorio per la mobilità dolce consente e promuove il piacere del viaggio a bassa velocità
e la mobilità attiva, integrando percorsi ciclabili, reti di cammini, greenways, ferrovie turistiche, linee
ferroviarie locali, riutilizzando e qualificando il patrimonio esistente, con una visione intermodale e
integrata con i servizi e luoghi di scambio del trasporto collettivo delle città e dei paesi italiani.

Questi percorsi di mobilità dolce attraversano in genere aree interne a bassa densità e costituiscono
un volano anche per il turismo, l’accoglienza, l’artigianato, i beni storici e i piccoli borghi italiani, la
natura e i parchi.

La mobilità dolce diviene così anche una opportunità di crescita intelligente, un
modo concreto per evitare l’abbandono dei territori e contrastare – anche grazie alla manutenzione
delle reti, delle strade bianche e delle ferrovie, delle alzaie e dei canali – il dissesto idrogeologico del
paese. Ma la mobilità dolce è anche un modo nuovo di rileggere borghi e città, riscoprirne il fascino
nascosto, viverli meglio, riqualificarne le periferie, dare nuova vita ai centri storici.
Le reti di mobilità dolce devono costituire una parte sempre più importante nel progetto e nella
pianificazione paesaggistica.
In ogni caso è indispensabile ridurre il traffico motorizzato e costruire una rete di protezione e cura
delle strade a basso traffico, restituendo a queste una funzione economica, sociale, culturale, etica
e di mobilità dolce.

Lungo le reti stradali e ferroviarie, le alzaie e i canali, vi sono interessanti manufatti pubblici e privati
legati alle infrastrutture che possono essere recuperati per le attività di promozione e di accoglienza
della mobilità dolce, con la fornitura di servizi, di trasporto bici, assistenza e ciclofficine, con la
vendita delle eccellenze del territorio, con guide turistiche e guide ambientali escursionistiche.
Stanno nascendo economie locali legate alla mobilità dolce che hanno bisogno di promozione e di
sostegno. Nei parchi, nelle aree protette e nelle oasi, sugli appennini e nelle montagne, lungo laghi
e corsi d’acqua, nelle pianure e nelle stesse città, la mobilità dolce è un modo rispettoso per entrare
in natura, godendo del silenzio, dell’assenza di emissioni e, nel caso delle città, del ritmo lento del
procedere e del riscoprire.
Questa crescita della mobilità dolce è il risultato dell’impegno di associazioni, esperti, imprese e
professionisti, volontari e appassionati, che da molti anni dedicano la loro energia a progetti specifici
sui territori e a livello nazionale, per far crescere le esperienze di cammini, escursioni e sentieri, per
realizzare treni turistici, per aumentare percorsi e reti ciclabili, per evitare la chiusura di ferrovie
locali o per riattivarle, per riconvertire in percorsi pedonali e ciclabili sedimi ferroviari abbandonati.
In particolare sono cresciute le molteplici attività ed esperienze quali:

• Le ciclovie turistiche e l’utilizzo in bicicletta di strade bianche ed a scarso traffico
• Lo sviluppo di servizi turistici su ferrovie regionali e locali, ancora aperte oppure sospese o
dismesse
• Le Greenways derivanti dal riutilizzo di ferrovie dismesse
• Le riaperture all’esercizio ordinario di ferrovie sospese
• Il Ferrociclo: la novità di pedalare sui binari
• Le Vie storiche e i cammini religiosi, culturali, naturalistici, devozionali, legati alla
valorizzazione di beni culturali (materiali e immateriali) e ambientali
• percorsi escursionistici e i trekking nella natura
• La tutela e l’utilizzo delle vie d’acqua e la navigazione dolce, la manutenzione delle alzaie e
degli argini, l’uso delle strade di servizio per le reti della mobilità dolce
• La tutela e riqualificazione del paesaggio, del patrimonio pubblico, dei beni storici e
architettonici legati alle reti per la mobilità dolce
• progetti di sviluppo delle aree interne legati alla mobilità dolce ed alla promozione e tutela
dei borghi italiani
• I progetti per migliorare l’accessibilità alle reti e servizi per la mobilità dolce, in particolare
dedicate a persone con disabilità o ridotta capacità motoria
• Festival, letture, esperienze dei viaggiatori, viaggi d’autore, mappe

 

La presenza e l’attività delle Associazioni che condividono i valori della mobilità dolce, singole o
aggregate, hanno fatto dialogare tra loro i diversi punti di vista associativi, fatto crescere la cultura
collegata, hanno valorizzato competenze, comunicato e diffuso le tematiche con azioni comuni. Ha
promosso il concetto di masterplan della mobilità dolce perché i diversi progetti si parlino, siano
integrati con il trasporto collettivo e costituiscano una rete sul territorio semplice da fruire e
utilizzare da parte dei viaggiatori e viaggiatrici.
Anche in Parlamento è cresciuta la sensibilità e l’attenzione sui temi della mobilità dolce, della tutela
dei piccoli borghi e del turismo sostenibile. Una buona notizia è stata l’approvazione ad agosto 2017
della Legge 128/2017 per lo sviluppo delle ferrovie turistiche dove sono indicate 18 linee ferroviarie
che vanno valorizzate a questo scopo e altre si dovranno aggiungere a questa lista.
Altra legge significativa è quella per i piccoli comuni approvata a fine 2017 (legge 158/2017) dove
l’articolo 6 è dedicato ai circuiti turistico culturali legati a cammini, greenways, ferrovie storiche ed
alla accoglienza intorno alle reti di mobilità dolce.
Il Ministero per i beni culturali ha adottato nel 2017 il Piano di Sviluppo Strategico del Turismo, che
include lo sviluppo dei Cammini e delle Ferrovie turistiche. Il Mibact ha anche presentato nel 2017
l’Atlante dei Cammini, selezionati sulla base di criteri e d’intesa con le Regioni, che copre solo un
parte dei cammini presenti nei territori e che andrà aggiornato costantemente.
Il Ministero dei Trasporti ed Infrastrutture ha adottato a gennaio 2018, il Piano Straordinario di
Mobilità Turistica “Viaggiare in Italia”, che mette insieme l’offerta di trasporto turistica, inclusa la
mobilità dolce con i cammini, le ciclovie e ferrovie turistiche.
Significative risorse per lo sviluppo delle ciclovie sono state decise con le leggi Finanziarie 2016, 2017
e 2018, con oltre 500 milioni di euro da investire nei prossimi sette anni per realizzare le ciclovie
turistiche.
C’è grande fermento intorno alle grandi reti da realizzare: la Ciclovia del Sole, VenTo Venezia-Torino,
il GRAB di Roma, la ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, l’Anello del Garda, la Rete Sarda, le ciclovie
Adriatica e Tirrenica. Ultima arrivata, la Legge per la mobilità ciclistica (Legge n.2 del 2018),
approvata negli ultimi giorni di legislatura, un ottimo risultato per gli amanti della bicicletta.
Una positiva conferma per la mobilità ciclistica è venuta dal nuovo Ministro dei Trasporti e delle
Infrastrutture insediato a giugno 2018, che ha siglato l’Intesa con la Conferenza delle Regioni e delle
Province autonome, per lo sblocco dei 362 milioni di euro per la “Progettazione e realizzazione di
un sistema nazionale di ciclovie turistiche”
La sensibilità, i progetti e le risorse relative allo sviluppo di reti destinate alla mobilità dolce stanno
crescendo anche nelle Regioni, che hanno specifiche competenze legislative, amministrative e una
autonoma capacità di spesa, rappresentando una interlocuzione di primaria importanza, accanto a
quella parlamentare e nazionale. Anche Fondazione FS e il Gruppo Ferrovie dello Stato, cosi come
le Aziende Ferroviarie regionali (associate ad ASSTRA) stanno investendo e puntando al ripristino e
uso di ferrovie locali su cui effettuare treni storici e nuovi servizi turistici. La stessa RFI – Rete
Ferroviaria Italiana – ha presentato nel 2016 e nel 2017 un Atlante delle ferrovie dismesse, che
evidenzia l’enorme patrimonio pubblico che merita di essere tutelato ed utilizzato per la mobilità
dolce.

 

Gli obiettivi dell’Alleanza per la Mobilità Dolce

Senza dubbio la sensibilità è cresciuta ad ogni livello e sui territori, dove fioriscono numerosi
progetti, grazie all’impegno delle Associazioni ambientali, culturali e turistiche alleate per la Mobilità
Dolce. Si tratta di proseguire questo impegno – con passione, competenza e creatività – mediante
l’Alleanza per la Mobilità Dolce tra le Associazioni che abbia i seguenti obiettivi:
• Far crescere la visione, la cultura, la sensibilità e la comunicazione per la mobilità dolce in
una visione olistica e interdisciplinare
• Sostenere i territori per fare avanzare i progetti concreti, dialogando con le istituzioni e le
realtà locali anche favorendo le positive ricadute anche economiche e occupazionali di
queste iniziative
• Favorire l’accessibilità universale a reti e servizi e la fruizione attiva e sostenibile del
paesaggio, promuovendo una cultura di pianificazione che ne conservi e riqualifichi la qualità
e l’identità
• promuovere la cultura del paesaggio quale ambito di riferimento per lo sviluppo dei progetti
di mobilità dolce
• Far crescere progetti e sperimentazioni di integrazione della mobilità dolce, dei cammini,
sentieri, ferrovie locali e turistiche, ciclovie, strade bianche ed a scarso traffico, integrati con
l’accoglienza turistica e la valorizzazione del territorio
• Promuovere la gestione e manutenzione del territorio stimolando azioni e politiche di
controllo del dissesto idrogeologico, in un’ottica di prevenzione e adattamento ai
cambiamenti climatici
• Formare le competenze progettuali, professionali e di innovazione
• Sviluppare e sostenere le economie legate alla diffusione di green jobs connessi alla mobilità
dolce
• Far crescere il numero di viaggiatori/viaggiatrici che camminano, pedalano e usano ferrovie
turistiche e treni storici su linee ferroviarie locali
• Seguire l’iter delle Norme in Parlamento e nelle Regioni in discussione per la mobilità dolce.
• Vigilare per la concreta attuazione delle norme approvate come la Legge 128/2017 per lo
sviluppo delle ferrovie turistiche e del ferrociclo, la legge 2/2018 per lo sviluppo della
mobilità ciclista, la legge 158/2017 per i piccoli comuni, nonché delle Leggi approvate dalle
Regioni
• Ottenere dai Ministeri competenti una concorde, corretta e aggiornata catalogazione dei
Cammini e delle Vie storiche
• Incrementare le risorse pubbliche e private destinate alla realizzazione dei progetti e dei
servizi legati alla mobilità dolce
• Dialogare con le Istituzioni nazionali come il MIT, MiBAC e il Ministero dell’Ambiente, il
Ministero per l’Agricoltura e il Turismo, con le Regioni e con gli Enti Locali per far crescere
ed attuare i progetti
• Agire e dialogare con i soggetti abilitati alle autorizzazioni dei servizi come ANSF ed USTIF,
ed alla gestione del Patrimonio (per esempio Demanio, Anas, RFI, Consorzi di Bonifica,
Autorità di bacino)

• Intervenire e dialogare con le Aziende di trasporto collettivo a livello regionale e locale e con
le Ferrovie dello Stato nelle sue diverse articolazioni (RFI, Fondazione FS)
• Promuovere relazioni con imprese, cooperative e GAL per lo sviluppo dei servizi di rete e di
accoglienza
• Confrontarsi con le istituzioni dedicate alla ricerca, al mondo della formazione e
dell’università, con le associazioni, organizzazioni e le esperienze internazionali.

 

Attività dell’Alleanza per la Mobilità Dolce

L’Alleanza è una rete di Associazioni che collabora per la promozione e la crescita della mobilità
dolce. Ogni Associazione svolge le proprie attività e la propria missione sui temi che la caratterizzano
mentre l’Alleanza svolge alcune attività di interesse generale, con un dialogo costante e
bidirezionale con le Associazioni.
In particolare l’Alleanza si concentra sulle seguenti attività di interesse comune d’intesa con le
Associazioni:
1) Far crescere la cultura, le idee e le esperienze per la mobilità dolce. A questo scopo elabora
materiali e documenti, partecipa o promuove convegni e progetti nei territori, aggiorna il
proprio sito in cui vengono raccolte e documentate le attività. Valorizza le attività delle
proprie associate sui temi della mobilità dolce. Allarga i propri contatti con altre Associazioni
che condividono i valori della mobilità dolce e comunica verso l’esterno le proprie attività e
quelle coerenti con la propria missione.
2) Seguire le norme in discussione in Parlamento e nelle Regioni che promuovono la mobilità
dolce. In particolare l’Alleanza segue l’attuazione concreta della legge 2/2018 per mobilità
ciclistica, la norma sui piccoli comuni, la Legge 128/2017 per lo sviluppo delle ferrovie
turistiche e del ferrociclo, il possibile aggiornamento dell’Atlante dei Cammini. Segue altresì
quei provvedimenti che di volta in volta si rendano necessari come per esempio il Piano
Strategico del Turismo, il Piano Mobilità Turistica, le norme per la ricostruzione post
terremoto (parte mobilità), Codice della Strada, la Legge di Bilancio annuale per le risorse,
Fondi Europei, Allegato DEF Infrastrutture (ferrovie locali e ciclovie). Senza trascurare
l’attività legislativa delle Regioni, essenziale per l’attuazione di progetti per la mobilità dolce,
per le reti regionali e per i percorsi di mobilità lenta che hanno una dimensione
interregionale.
3) Dialogare con le Istituzioni connesse alla gestione e promozione della mobilità dolce: MIT,
MATT, MIBAC e Ministero per l’Agricoltura e il Turismo. L’Alleanza mantiene una costante
interlocuzione con le aziende come FS, RFI, Fondazione FS e altri gestori ferroviari regionali,
per le linee ferroviarie sospese da ripristinare al servizio, per lo sviluppo delle ferrovie
turistiche, per le linee ferroviarie locali al fine di mantenerle in esercizio sviluppandone le
potenzialità turistiche e di presidio del territorio, per la promozione e realizzazione delle
greenways. Per il riuso del patrimonio come caselli, stazioni, ponti, gallerie, strade, ai fini
della mobilità dolce, dialoga con i soggetti proprietari a partire dall’Agenzia del Demanio.
Promuove relazioni istituzionali con le Regioni, Comuni e Aziende locali (Regionali e
Comunali e la loro associazione ASSTRA) per sostenere e realizzare i progetti di mobilità
dolce, ciclovie, greenways, cammini, servizi intermodali e lo sviluppo delle ferrovie turistiche.
Tiene i rapporti con ANAS, Regioni, Province e tutti i soggetti titolati alla gestione di strade
bianche ed a scarso traffico per la loro manutenzione, tutela e valorizzazione per i percorsi
ciclabili e pedonali.
4) Organizzare annualmente un evento nazionale di promozione della mobilità dolce come la
Primavera della Mobilità Dolce e la Giornata Nazionale delle Ferrovie delle Meraviglie, in cui
coinvolgere le Associazioni che la compongono e i territori con iniziative diffuse. Dare rilievo
e promozione ad eventi nazionali analoghi organizzati dalle Associazioni che si riconoscono
nella Alleanza, nonché raccogliere nuove adesioni alla primavera della mobilità dolce da
associazioni e soggetti locali che organizzano eventi di promozione culturale del viaggio lento
nel paesaggio italiano.

Link:

Mobilità dolce

Manifesto per una nuova Alleanza per la Mobilità Dolce

Categoria: Ambiente, Didattica, News, Sociale. Pubblicato il 20 dicembre 2019

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