Linea FIRENZE-FAENZA-RAVENNA

Da molti anni il coordinatore del CEAS della Romagna Faentina – dr. G. Paolo Costa – è personalmente impegnato a promuovere/sollecitare la “trasformazione” della linea FIRENZE-FAENZA-RAVENNA in una linea di metropolitana in superficie, votata alla mobilità sostenibile locale (treno) ed al turismo slow (treno+bici): con impiego di materiale rotabile idoneo alle pendenze e vagoncini porta-bici dedicati (oggi caricare bici in un numero maggiore di qualche unità è … impossibile) . L’attivazione della ciclabilità d’argine del fiume Lamone dovrebbe avvenire a breve attraverso la stipula di CONTRATTI DI FIUME tra Autorità di Bacino competente e Comuni “frontalieri”. L’accoppiata treno-bici tra Firenze-Faenza-Ravenna è una eccezionale carta (di livello mitteleuropeo) giocabile in campo turistico: quello oramai global-europeo del turismo slow e sostenibile, con la possibilità di conoscere e vivere territori, immergendosi in essi per qualche giorno ed appoggiandosi a strutture ricettive … homemade! Questo nell’ottica, appunto, di un moderno turismo globale!

Da WIKI:

L’intera opera fu inaugurata il 23 aprile 1893 al costo di 70 milioni di lire. Il costo dell’opera che presentava 101 chilometri di linea, 15 stazioni intermedie, 9 magazzini merci, 12 piani caricatori, 19 case cantoniere semplici e 81 doppie, 25 gallerie sul versante tirrenico e altrettante su quello adriatico, 23.756 metri in galleria, 336 ponti e ponticelli, 55 ponti e viadotti, 54 passaggi a livello, 18 cavalcavia, 113 sottopassi, 69 scambi, 577 i metri massimi sul livello del mare all’interno della galleria degli Allocchi (3.778 metri, la più lunga) contro i 51 metri del Salto della vacca, la galleria più breve.   

Ancora oggi questa linea è assolutamente spettacolare, per panorama, viadotti, gallerie: per di più, di quando in quando, in occasioni particolari, si può percorrere con locomotiva a vapore.
Dispiace che ad oggi si parli solo e costantemente di nuove infrastrutture di comunicazione e non si sfruttino – con costi di investimento di gestione neppure paragonabili con quelli di “grandi opere ex novo” – infrastrutture esistenti quali la Faentina, decisamente sottoutilizzata e sottosfruttata.

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Categoria: News, Sociale. Pubblicato il 6 marzo 2019

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