I Fossili Raccontano

Circa 500 milioni di anni fa il pianeta era abitata anfibi, che con il passare di tutto questo tempo si sono sviluppate in altre specie. Sono considerati gli antenati di tutte le specie che conosciamo oggi. Oggi conosciamo circa 4500 specie di Mammiferi, 8700 uccelli e 6300 rettili. Gli insetti addirittura raggiungono il milione. Due animali appartengono alla stessa specie solo se sono in grado di riprodursi tra di loro, altrimenti non lo sono (spesso accade che due specie abbiano molte caratteristiche in comune, ma questo non è abbastanza).

 

Paleozoico e Mesozoico Fossili

1- Nel Proterzoico iniziano a formarsi i primi continenti della terra. Inoltre i primi organismi iniziano ad adattare un metabolismo di fotosintesi, convertendo i raggi solari in ossigeno. Questo portò l’estinzione di molti anaerobici: organismi che non hanno bisogno di ossigeno per sopravvivere. I fossili di questa era sono formati da laminazioni di carbonato di calcio.

 

stratomatolite

2- Nel primo periodo del Paleozoico iniziarono a formarsi diverse specie di invertebrati marini. Il più conosciuto è il Trilobita, che si è ben conservato grazie al suo esoscheletro dalla splendida forma. Queste creature hanno diverse dimensioni: possono essere qualche millimentro, fino ad arrivare ai settanta centimetri. La dimensione di una specie infatti tende ad aumentare con il tempo, forse dovuto ad un adattamento migliore con l’ambiente. Basta pensare che i primi uomini erano molto più piccoli e vivevano circa quindici anni.

3- Sono stati trovati fossili di Orthoceras, specie dell’ultimo periodo del Paleozoico. Questi molluschi sono composti da una conchiglia a forma di cono a punta e tentacoli.

orthoceras

4- Specie molto particolare rinvenuta nei fossili del Mesozoico sono i Belemniti. Apparentemente possono essere confusi con gli Orthoceras, ma ci sono due caratteristiche molto importanti: la conchiglia e i tentacoli. Esaminando la foto in basso, si può notare che nel fossile si sono conservati anche i tentacoli. In realtà non si sono conservati i tentacoli, ma gli uncini che sfruttavano per cacciare crostacei e pesci (sono infatti carnivori). La seconda differenza sta nella sua conchiglia, che non è esterna, ma fa parte di lui. Molto robusto e costituito da calcite. Il nome deriva dal greco “Belemnon”, che significa “saetta”. Infatti a quei tempi si pensava che il fossile del belemnite non era altro che la punta della saetta.

belemnite

5- Siamo giunti ora al Nautilus, uno dei fossili più famosi dovuti alla sue particolarità. Il Nautilus è considerato un fossile vivente, perché possiede morfologie “primitive”. Questa specie è sostanzialmente un mollusco, ma il suo guscio è qualcosa fuori dal comune. Infatti è diviso in varie “camere” collegate tra di loro, che possono essere riempite d’acqua e viceversa, per scendere o salire di profondità. Infatti il primo sottomarino guidato dal Capitano Nemo (che significa “nessuno”) fu chiamato Nautilus. Un altra particolarità del guscio è che ha una forma e una suddivisione perfetta dal punto di vista geometrico e matematico. La sopravvivenza di questa specie è dovuta all’astuzia del mollusco, che sfruttava lo spruzzo del suo inchiostro come inerzia per sfuggire ai predatori.

formaLa forma perfetta del Nautilus

nautilus più grandeIl più grande fossile di Nautilus scoperto

 

 

 

 

Categoria: Didattica. Pubblicato il 10 luglio 2014

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